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	<title>Uno spazio per la psicologia</title>
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	<description>dott.ssa Gabriella Alleruzzo, Psicologa e Psicoterapeuta, via Machiavelli 10, Trieste</description>
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		<title>Uno spazio per la psicologia</title>
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		<title>Avviso ai naviganti</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 18:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia attività online continua sul sito Psicologia Trieste e sulla mia pagina facebook Psicologo Psicoterapeuta Trieste alla quale vi invito ad iscrivervi per seguire gli aggiornamenti. Grazie per la visita!<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=468&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia attività online continua sul sito <a href="http://psicologiatrieste.it/" target="_blank">Psicologia Trieste</a> e sulla mia pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/pages/Psicologo-Psicoterapeuta-Trieste/215132285220409" target="_blank">Psicologo Psicoterapeuta Trieste</a> alla quale vi invito ad iscrivervi per seguire gli aggiornamenti.</p>
<p>Grazie per la visita!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/468/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/468/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/468/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=468&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Practice Makes Purr-fect!&#8221; &#8211; Lo strano caso della gatta pianista*</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 09:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura partecipativa]]></category>
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		<category><![CDATA[Mindaugas Piečaitis]]></category>
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		<description><![CDATA[YouTube è nato solo nel 2005 ma ormai è diventato uno strumento della nostra vita quotidiana come se fosse sempre esistito. In quell&#8217;anno, vicino eppure lontano, la pagina del &#8220;Chi siamo&#8221; offriva al navigatore questi suggerimenti sui possibili usi del &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/05/22/practice-makes-purr-fect-lo-strano-caso-della-gatta-pianista/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=445&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/05/22/practice-makes-purr-fect-lo-strano-caso-della-gatta-pianista/"><img src="http://img.youtube.com/vi/zeoT66v4EHg/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>YouTube è nato solo nel 2005 ma ormai è diventato uno strumento della nostra vita quotidiana come se fosse sempre esistito. In quell&#8217;anno, vicino eppure lontano, la pagina del &#8220;Chi siamo&#8221; offriva al navigatore questi suggerimenti sui possibili usi del sito: &#8220;<em>Mostra a tutti i tuoi video preferiti. Riprendi il tuo cane, il tuo gatto e altri animali domestici. Blogga i video che realizzi con la telecamera digitale o il telefono cellulare. Mostra i tuoi video ai tuoi amici e alla tua famiglia in giro per il mondo in modo sicuro e privato&#8230; e molto, molto altro</em>!&#8221;</p>
<p>Sembra che questo invito sia stato colto in maniera letterale, in particolare per quanto riguarda i gatti. 600 milioni di gatti vivono nelle case del pianeta, ma il loro dominio ha travalicato gli spazi domestici. Infatti gli amatissimi felini hanno infestato la rete, comparendo a frotte non soltanto nei video ma sulle bacheche dei social network, sui messenger e nelle email (tale sovrappopolazione ha portato persino ad avvertire il bisogno di proporre il 9.9.09 come &#8220;A Day Without Cats&#8221; il che, paradossalmente, li ha resi ulteriormente protagonisti).</p>
<p>Insomma sembra che siamo in presenza di una vera e propria <a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/glossario/#Profezia" target="_blank">profezia autoavverantesi</a> (Merton, 1948) Il video che presentiamo riguarda una gatta speciale che ha fatto una carriera insolita e si è aggiudicata molte attenzioni. Per il suo talento musicale si è mobilitato persino un direttore d&#8217;orchestra lituano che, toccato dalle <em>performance</em> di Nora, è diventato compositore e ha deciso di scrivere il &#8220;CATcerto&#8221;, un brano di circa cinque minuti, in cui la gatta suona come solista in video.</p>
<p>Dalle note biografiche dell&#8217;eccezionale felino, reperibili sul <a href="http://www.ravenswingstudio.com/NoraWeb/nora_home.html" target="_blank">sito ufficiale</a> creato dalla sua famiglia umana, scopriamo che Nora vive in una casa di musicisti che impartiscono lezioni di piano private a degli allievi. Nella casa sono presenti altri cinque gatti e due pianoforti. Si sa che i gatti, come molti altri animali, umani inclusi, apprendono per osservazione, eppure nessuno degli altri gatti di casa ha mai manifestato interesse verso il suonare. L&#8217;unica è Nora che, peraltro, manifesta una spiccata preferenza per uno dei due pianoforti.<br />
Gli studenti, da subito ammaliati e incuriositi dal fatto di ritrovarsi a suonare dei duetti con la gatta durante le loro lezioni, un giorno hanno chiesto il permesso di poter fare un video da caricare su YouTube per mostrare la gatta ai loro amici. Esso in breve tempo è diventato un video virale, visto da oltre sei milioni di persone, e ha reso Nora una star mondiale.</p>
<p>I suoi video sono diventati parte delle reti di conversazione, si sono propagati attraverso i social network, i forum e le mail e, a un certo punto, uno di essi è stato visto da Mindaugas Piečaitis che ne è rimasto incantato al punto da prendere contatto con i proprietari di Nora, proponendo loro di realizzare un brano per solista a quattro zampe ed orchestra. La prima mondiale del brano, eseguita a giugno 2009 nella Klaipėda Concert Hall a Klaipėda, in Lituania, ha suscitato un grande interesse nei media internazionali e ha scatenato addirittura un delirio di preferenze tra gli argomenti più popolari della BBC, al punto di oscurare la popolarità delle notizie sui risultati elettorali del Parlamento Europeo.</p>
<p>Piečaitis, sul sito dedicato al <a href="http://www.catcerto.com/" target="_blank">CATcerto</a>, evidenzia le difficoltà che questo lavoro ha comportato sia sul piano compositivo che su quello dell&#8217;esecuzione dovendo intuire soltanto dal video gli attacchi delle improvvisazioni di Nora senza disporre della presenza reale di un solista, con cui il direttore d&#8217;orchestra può scambiare uno sguardo di intesa per adattare i tempi dell&#8217;orchestra con i suoi.</p>
<p>Ci si può chiedere se Nora &#8220;sappia&#8221; quello che fa quando suona. Oltre alla scelta precisa del pianoforte preferito, gli osservatori hanno notato che Nora suona quasi sempre sulla stessa chiave in cui suonano gli studenti, varia il ritmo e l&#8217;intensità delle note ripetute in sintonia con il partner, dal pianissimo al forte, e quando gli studenti terminano di suonare, termina anche lei. E&#8217; difficile pensare che tutto questo possa essere casuale.<br />
Il senso di meraviglia che suscita Nora &#8211; che come un vero pianista suona delle ore tutti i giorni &#8211; è quello stesso che, dalla notte dei tempi, gli animali &#8220;di talento&#8221; (o i semplici compagni domestici con le loro azioni a volte straordinariamente appropriate) hanno suscitato negli uomini, scardinando quelle ottuse convinzioni che vogliono l&#8217;uomo al vertice di una scala gerarchica e ricordandoci che nel mondo c&#8217;è molto di misterioso, che non conosciamo, e che improbabilmente la scienza potrà pienamente afferrare con le sue strette maglie.</p>
<p>*Articolo già pubbilcato sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2010/04/24/practice-makes-purr-fect-lo-strano-caso-della-gatta-pianista-2/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/445/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=445&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lo sapevi? &#8220;Shift Happens&#8221; *</title>
		<link>http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/04/18/lo-sapevi-shift-happens/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 17:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Gabriella Alleruzzo Nell&#8217;agosto 2006 Karl Frisch, un professore della Arapahoe High School di Centennial, in Colorado, crea una presentazione in Power Point con l&#8217;intento di provocare una discussione all&#8217;interno della scuola sul ruolo dell&#8217;istruzione scolastica nel ventunesimo secolo. Egli &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/04/18/lo-sapevi-shift-happens/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=438&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/04/18/lo-sapevi-shift-happens/"><img src="http://img.youtube.com/vi/6ILQrUrEWe8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>di Gabriella Alleruzzo</p>
<p style="text-align:justify;">Nell&#8217;agosto 2006 Karl Frisch, un professore della Arapahoe High School di Centennial, in Colorado, crea una presentazione in Power Point con l&#8217;intento di provocare una discussione all&#8217;interno della scuola sul ruolo dell&#8217;istruzione scolastica nel ventunesimo secolo. Egli assembla in modo provocatorio una serie di dati statistici sullo sviluppo della tecnologia e sui sempre più rapidi cambiamenti del mondo allo scopo di avviare una riflessione su quali siano le competenze di cui gli studenti avranno bisogno una volta usciti dal mondo della scuola.</p>
<p style="text-align:justify;">Un intento che ha avuto ottenuto un impatto enorme, visto che in pochi anni, a partire da questa semplice presentazione, sono state create più di diciotto versioni video &#8211; tutte basate sulla presentazione serrata di statistiche a volte sconcertanti, accompagnate da musica techno e tradotte in numerose lingue &#8211; che sono state viste online da almeno 20 milioni di persone e che sono state presentate e discusse in innumerevoli conferenze e workshop in ambito educativo, aziendale e politico in tutto il mondo. La diffusione di questa presentazione (e dei suoi derivati, previsti e sollecitati fin dall&#8217;inizio grazie alla licenza Creative Commons) è un esempio abbagliante della cosiddetta &#8220;cultura partecipativa&#8221;, che ha a che fare <em>in primis</em> con uno spostamento nelle relazioni di potere tra i produttori di media e i consumatori. Frisch, senza una struttura di produzione alle spalle né sforzi di pubbliche relazioni, ha toccato evidentemente un tasto sensibile e ha invitato chiunque fosse interessato a partecipare attivamente alla discussione, alla circolazione e alla creazione di nuovi contenuti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il video si intitola &#8220;Did you know?&#8221; e alle successive versioni è stato aggiunto il suffisso tipico utilizzato per distinguere i software. Questa che vi presentiamo è la versione 4.0, ed è stata realizzata nell&#8217;autunno 2009 in seguito all&#8217;iniziativa dell<a href="http://www.economist.com/" target="_blank">&#8216;Economist Magazine</a> che ha chiesto agli autori &#8211; Frisch e Scott McLeod che ha trasformato la prima versione in video &#8211; di poter utilizzare il loro paradigma sul tema della convergenza tra i media, argomento del <a href="http://mediaconvergence.economist.com/" target="_blank">Media Convergence Forum 2009</a> di New York. A differenza dei precedenti, il focus principale non è sull&#8217;istruzione e su come la scuola debba cambiare per preparare gli studenti a un mondo diverso da quello in cui sono cresciuti gli adulti di oggi, sovrabbondante di informazioni, globalmente connesso, che cambia rapidamente e che è pesantemente invaso dalla tecnologia, anche se è innegabile che la convergenza dei media abbia rilevanza a cascata anche per il sistema educativo.</p>
<p style="text-align:justify;">Un passaggio del filmato riporta che negli ultimi due mesi è stato caricato più materiale video su YouTube di quanto i tre principali network televisivi americani messi assieme abbiano trasmesso ininterrottamente dal 1948 ad oggi, e subito dopo ci informa che il numero dei visitatori unici dei tre network in un mese &#8211; che complessivamente sono on air da 200 anni &#8211; è di 10 milioni, mentre il numero dei visitatori unici di tre siti che esistono da meno di 6 anni &#8211; YouTube, MySpace e FaceBook &#8211; è di 250 milioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi sono fenomeni che, educatori o no, ci chiedono di confrontarci e di riflettere su cosa significhino la rete e i <em>social network</em> (per i quali la cultura partecipativa non è un esercizio di retorica ma il <em>core business</em> e che sono ormai diventati un retroterra comunicativo <strong>normale</strong>) per l&#8217;essere umano del ventunesimo secolo. Occorrerebbe comprendere sia le implicazioni positive che quelle negative di queste forze destabilizzanti, ma è un&#8217;impresa certamente non semplice in quanto gli strumenti accademici di osservazione e misurazione sono obsoleti e inadeguati rispetto a questo nuovo sistema culturale dinamico che perciò risulta di fatto, per ora, incommensurabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Su YouTube e FaceBook in particolare, vengono proiettate e depositate molte ansie degli adulti verso i giovani e la società in generale. Quando i media tradizionali ne parlano, si polarizzano tipicamente o verso una visione permeata di &#8220;esotismo&#8221; e luoghi comuni (i giovani hanno una naturale abilità tecnica, hanno idee strane, buffe e creative) o fanno da cassa di risonanza di fenomeni marginali che hanno a che fare con i rischi e gli abusi di Internet. Entrambe queste visioni sono estremamente parziali e l&#8217;ansia viene ulteriormente amplificata da una &#8220;distanza intergenerazionale&#8221; digitale che sembra fissare un nuovo &#8220;divieto d&#8217;incesto&#8221;. Le difese da questo &#8220;panico mediatico&#8221; (Drotner, 1999) mettono in campo tentativi di repressione e regolamentazione di una libertà che viene vista come indisciplinata e selvaggia. La nuova categoria del cyber-bullismo è esemplare in questo senso: creata con la complicità dell&#8217;accademia (Slonje &amp; Smith, 2008) ha portato a restrizioni all&#8217;accesso al YouTube in diverse strutture scolastiche con la motivazione di scoraggiare la pubblicazione e la visione di filmati umilianti o violenti a danno di altri. Eppure, nell&#8217;ultimo film di Ken Loach, &#8220;Il mio amico Eric&#8221; (2009) il cyberbullismo è l&#8217;ultima efficace risorsa per difendere un adolescente da un criminale. E viene messo in pratica da un gruppo di adulti. Ironico? Forse solo un altro segnale di quanto sia sfuggente, caotico, variabile l&#8217;utilizzo della rete e di quanto dobbiamo ancora osservare per cercare di comprenderla.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel che è certo, è che la tecnologia rappresenta e offre estensioni del nostro corpo e della nostra mente, impensabili, e che il simbionte &#8220;uomo-con-il-computer&#8221; costituisce un&#8217;entità diversa dall&#8217;&#8221;uomo-senza-il-computer&#8221;. Con buona pace di Rousseau, ci troviamo di fronte a una vera e propria svolta antropologica.</p>
<p style="text-align:justify;">E il cambiamento (<em>shift</em>) è già avvenuto.</p>
<p style="text-align:justify;">*Articolo già pubblicato sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2010/03/20/shift-happens-2/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/438/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/438/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/438/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/438/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/438/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/438/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/438/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/438/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/438/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/438/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/438/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/438/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/438/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/438/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=438&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Oliver Sacks parla della sindrome di Charles Bonnet*</title>
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		<comments>http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/02/22/oliver-sacks-parla-della-sindrome-di-charles-bonnet/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 12:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[allucinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[allucinazioni musicali]]></category>
		<category><![CDATA[allucinazioni visive]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriella Alleruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Oliver Sacks]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di Charles Bonnet]]></category>

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		<description><![CDATA[(Avviso ai naviganti: per vedere il video con i sottotitoli in italiano, cliccare su View subtitles nel riquadro video e poi selezionare la lingua dal menù a tendina) di Gabriella Alleruzzo Di Oliver Sacks abbiamo già avuto occasione di parlare &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/02/22/oliver-sacks-parla-della-sindrome-di-charles-bonnet/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=405&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><embed src='http://widgets.vodpod.com/w/video_embed/Video.3097187' type='application/x-shockwave-flash' AllowScriptAccess='sameDomain' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' wmode='transparent' flashvars='vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/OliverSacks_2009-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/OliverSacks-2009.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=637&amp;introDuration=16500&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=2000&amp;adKeys=talk=oliver_sacks_what_hallucination_reveals_about_our_minds;year=2009;theme=new_on_ted_com;theme=the_creative_spark;theme=speaking_at_ted2009;theme=how_the_mind_works;event=TED2009;' width='445' height='366' /><span style="color:#666699;"><br />
(Avviso ai naviganti: per vedere il video con i sottotitoli in italiano, cliccare su View subtitles nel riquadro video e poi selezionare la lingua dal menù a tendina)</span></p>
<p>di Gabriella Alleruzzo</p>
<p>Di Oliver Sacks abbiamo già avuto  occasione di parlare in questa nostra <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/09/26/come-si-racconteranno-le-favole-ai-bambini-di-domani-racconto-creativo-di-una-vecchia-storia/" target="_blank">sezione video</a>. Egli è un  ultrasettantenne neurologo inglese che vive negli Stati Uniti, noto al  grande pubblico come autore di bestseller in cui sono raccolti diversi  casi di persone con disturbi neurologici. Per la sua instancabile  opera  divulgativa che si dispiega in mezzo secolo, lo si può ritenere a buon  diritto un esponente della <a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/glossario/#N">neuroantropologia</a>.  La sua peculiarità è quella di riuscire a coniugare il rigore  scientifico con la ricchezza narrativa, in modo da dare al lettore un  rimando molto vivido di come una persona affetta da un disturbo  neurologico possa conviverci e cercare di adattarsi alla propria  condizione. Dal suo libro più famoso, Risvegli, nel 1999 è stato tratto  anche un film con lo stesso titolo interpretato da attori di grosso  calibro, quali Robin Williams e Robert De Niro. Il suo stile di  scrittura è caloroso, sapiente e creativo al tempo stesso e in questo  video, in cui tiene una conferenza in modo per niente accademico,  conferma di possedere qualità umane di comunicatività, dimostrandosi  interessante, umoristico e autoironico.</p>
<p>Il fenomeno degli <a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/glossario/#Arto%20Fantasma" target="_blank">arti fantasma</a> è noto da tempo, la sindrome di  Charles Bonnet inquadra, per così dire, il fenomeno delle “immagini  fantasma” e della “musica fantasma”. Non si tratta di <a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/glossario/#Allucinazioni" target="_blank">allucinazioni psicotiche,</a> caratteristiche del  disturbo schizofrenico e tipicamente multisensoriali, che coinvolgono e  sommergono la persona al punto di creare una realtà diversa da quella  condivisa, ma di allucinazioni che la persona avverte come distanti da  sé, come egoaliene. Una delle pazienti citate da Sacks riferisce: “E’  come un film muto”. Sono allucinazioni che sembrano venire dall’esterno e  che simulano la percezione.</p>
<p>Questa sindrome si presenta in persone  sane dal punto di vista cerebrale ma che sono videolese o audiolese.  Circa il 10% delle persone cieche o che hanno un importante  compromissione della vista hanno allucinazioni visive, e la stessa  percentuale di persone audiolese hanno allucinazioni musicali. Con  l’invecchiamento della popolazione, queste percentuali corrispondono ad  un numero sempre più alto di persone ma pochissimi tra loro confessano  di soffrirne, in quanto temono di essere considerati pazzi o di avere  qualche forma di demenza. L’informazione sulla sindrome e una diagnosi  accurata diventano perciò oggi molto importanti, per combattere la paura  e lo stigma collegati a questa condizione e assicurare una maggiore  serenità alle persone che hanno tali allucinazioni.</p>
<p>La nostra percezione è molto lontana dal  modello di “macchina fotografica” che può essere presente nell’uomo  comune. I nostri sensi rilevano normalmente soltanto informazioni  parziali dall’ambiente, e il Sistema Nervoso Centrale ha un’architettura  che filtra le stimolazioni man mano che si passa dalla percezione  distale alle aree cerebrali deputate. Vi è così un costante lavoro di  integrazione e di riempimento dei vuoti, cui partecipano anche la  memoria e le aree limbiche, perché la nostra mente possa fruire di una  rappresentazione accurata e dotata di senso dell’ambiente esterno. Un  esempio di questa elaborazione è il fenomeno che tutti una volta o  l’altra abbiamo sperimentato, di riconoscere facce o animali nelle  nuvole, nelle rocce o negli alberi.</p>
<p>Nel caso della perdita della vista, le  aree cerebrali specializzate nella visione non ricevono più alcuna  stimolazione e pertanto diventano iperattive. Questa eccitazione  spontanea dei neuroni provoca un rilascio dei potenziali d’azione (delle  micro-scariche elettriche) che riporta le cellule allo stato basale, ad  uno stato di “calma”, per così dire.  La mente fa del suo meglio per  organizzare in modo coerente questo evento fisiologico e produce la  percezione di vedere qualcosa. Ma il risultato non è ottimale.<br />
Oggi, grazie alle tecniche di visualizzazione funzionale del cervello,  possiamo sapere che quando la scarica coinvolge le aree visive primarie  le allucinazioni prodotte sono semplici, di tipo geometrico,  mentre  quando si formano immagini più complesse viene attivata una parte della  corteccia visiva del lobo temporale. Gli studi sempre più precisi hanno  portato all’individuazione di aree specializzate per la formazione e il  riconoscimento di immagini specifiche. Ad esempio la circonvoluzione  fusiforme è implicata nel riconoscimento di volti, un’altra parte del  cervello si attiva quando la persona vede dei cartoni animati, altre  ancora quando si guardano automobili o paesaggi.<br />
La specializzazione neuronale si trova all’incrocio tra potenzialità  genetiche e l’influsso dell’ambiente. Il cervello ha una sua plasticità e  modifica nel tempo la sua struttura e le sue funzioni formando  connessioni sinaptiche man mano che ciascuno di noi fa esperienza con  vari aspetti dell’ambiente. Che l’aspetto dell’esperienza, e cioè  dell’interazione tra sistema nervoso centrale e ambiente, sia cruciale  per lo sviluppo neurologico è stato dimostrato mediante esperimenti di  deprivazione sensoriale visiva condotte su gattini. Alcuni ricercatori  (Blakemore &amp; Cooper, 1970, Hirsch $ Spinelli, 1971) hanno dimostrato  che se nel periodo critico per lo sviluppo della visione essi possono  vedere soltanto linee verticali, diventano successivamente incapaci di  percepire linee orizzontali.</p>
<p>La sindrome di Charles Bonnet coinvolge  la circonvoluzione temporale inferiore, in cui sono depositate milioni e  milioni di immagini e frammenti di immagini codificati in cellule  specifiche o in piccoli agglomerati di cellule. Esse scaricano  periodicamente e caoticamente, e questo fa sì che la persona veda  improvvisamente una faccia o una macchina o Kermit la rana, il tutto  senza che vi sia una relazione associativa con altri processi mentali.</p>
<p>Si comprende facilmente quanto  sperimentare fenomeni allucinatori possa spaventare, e per questa  ragione abbiamo ritenuto importante promuovere informazione corretta e  consapevolezza su una sindrome così diffusa e al tempo stesso poco  conosciuta.</p>
<p>*Articolo già pubblicato sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2010/02/20/oliver-sacks-parla-della-sindrome-di-charles-bonnet/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/405/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/405/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/405/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=405&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Auguri dall&#8217;uomo che piantava gli alberi</title>
		<link>http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/01/23/auguri-dalluomo-che-piantava-gli-alberi/</link>
		<comments>http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/01/23/auguri-dalluomo-che-piantava-gli-alberi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 11:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Frédéric Back]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriella Alleruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Giono]]></category>
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		<description><![CDATA[di Gabriella Alleruzzo Siamo continuamente bombardati da notizie allarmistiche sullo stato di salute della Terra e le emergenze ambientali sembrano senza fine: inquinamento dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua, del suolo e del sottosuolo, estinzione di specie animali e vegetali, effetto serra. Di fronte &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/01/23/auguri-dalluomo-che-piantava-gli-alberi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=240&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>di Gabriella Alleruzzo</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo continuamente bombardati da notizie allarmistiche sullo stato di salute della Terra e le emergenze ambientali sembrano senza fine: inquinamento dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua, del suolo e del sottosuolo, estinzione di specie animali e vegetali, effetto serra.<br />
Di fronte a questo bollettino di guerra, quotidianamente somministratoci dai mass media con il solito distacco giornalistico, può capitare di sentirsi scoraggiati, preoccupati, impotenti. Al punto di arrivare a chiederci: &#8220;Ma io cosa posso fare, come individuo, di fronte a tante e tali catastrofi di dimensioni colossali?&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Questo delizioso video, tratto da un racconto di Jean Giono, parla di un individuo, un uomo burbero che vive nella più esasperata solitudine tra le asperità degli elementi naturali, che ha un progetto. Un progetto che porta avanti con tenace ostinazione. Noi ne veniamo a conoscenza a poco a poco mediante la voce narrante di un viandante, capitato per caso e per necessità a casa di un pastore che vive in una regione inospitale delle Alpi francesi. Il viandante scopre che l&#8217;uomo, con impegno solitario e indomito, sta piantando quotidianamente e con estrema cura un centinaio di ghiande. Al momento del primo incontro, nel 1910, Elzéard Bouffier ne ha già piantate centomila e ventimila sono le querce cresciute, ma il viandante periodicamente ritornerà in quei luoghi e nell&#8217;arco di 35 anni, a cavallo delle due guerre mondiali, scoprirà che il costante lavoro del pastore ha profondamente trasformato il paesaggio e il regime delle acque, facendolo rifiorire.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;<em>Perché la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni.</em>&#8221; e &#8220;<em>Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a far uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole. Ma, se metto in conto quanto c&#8217;è voluto di costanza nella grandezza d&#8217;animo e d&#8217;accanimento nella generosità per ottenere questo risultato, l&#8217;anima mi si riempie d&#8217;un enorme rispetto per quel vecchio contadino senza cultura che ha saputo portare a buon fine un&#8217;opera degna di Dio. Elzéard Bouffier è morto serenamente nel 1947, all&#8217;ospizio di Banon.</em>&#8221; sono l&#8217;incipit e la conclusione del racconto che viene fedelmente rispettato nel video. Giono lo scrisse nel 1953 e da allora è stato tradotto in tredici lingue. Nel 1957 scrisse una lettera al Conservatore delle Acque e delle Foreste di Digne in cui, felice del successo mondiale del racconto, chiarì che Elzéard Bouffier è un personaggio immaginario e dichiarò che aveva donato gratuitamente i suoi diritti per tutte le riproduzioni, in quanto far amare la piantagione degli alberi era una delle sue idee più care e auspicava che fosse giunto il tempo per una &#8220;politica dell&#8217;albero&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il video &#8220;L&#8217;homme qui plantait des arbres&#8221; di Frédéric Back, recitato dalla voce di Philippe Noiret (con sottotitoli in italiano), ha vinto l&#8217;Oscar all&#8217;Academy Awards come miglior film d&#8217;animazione nel 1988 e molti altri premi in tutto il mondo. Ve lo proponiamo da parte dell&#8217;Osservatorio come augurio a tutti per un 2010 di buoni propositi e di impegni portati a termine.</p>
<p>Articolo già comparso sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2010/01/18/auguri-dalluomo-che-piantava-gli-alberi-2/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/240/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=240&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;L&#8217;eredità di Marinella&#8221; e &#8220;Come si dice&#8221; vincitori ex aequo de &#8220;La Mente al Cinema&#8221;*</title>
		<link>http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/01/21/leredita-di-marinella-e-come-si-dice-vincitori-ex-aequo-de-la-mente-al-cinema/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Mente al Cinema è una sezione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia dedicata al mondo della psiche. In tutta Italia non c’è nessun altro festival del cinema che preveda una sezione permanente dedicata alla mente. Esistono rassegne ed &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2010/01/21/leredita-di-marinella-e-come-si-dice-vincitori-ex-aequo-de-la-mente-al-cinema/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=292&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicologatrieste.files.wordpress.com/2010/01/testata.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-297" title="testata" src="http://psicologatrieste.files.wordpress.com/2010/01/testata.gif?w=150&#038;h=78" alt="" width="150" height="78" /></a>La Mente al Cinema<strong> </strong>è una sezione del <a href="http://festivalfoggia.wordpress.com/la-mente-al-cinema/" target="_blank">Festival del Cinema Indipendente di Foggia</a> dedicata al mondo della psiche. In tutta Italia non c’è nessun altro festival del cinema che preveda una sezione permanente dedicata alla mente. Esistono rassegne ed eventi singoli, ma nessuno organico ad una realtà concorsuale più ampia. Da anni infatti si è cercato di offrire una prospettiva diversa, non politicizzata, meno concettuale e cognitiva ma più empatica e coinvolgente sul mondo della psiche.</p>
<p>La giuria della sezione “La Mente al Cinema” presieduta da <strong>Elisabetta Marchiori</strong> (SPI, Società Psicanalitica Italiana) e composta da <strong>Gabriella Alleruzzo</strong> (OPM, <a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a>), <strong>Pia Soncini</strong> (UICC, Unione Circoli del Cinema), <strong>Antonello Bellomo</strong> (Cattedra di Psichiatria Università di Foggia) e <strong>Luigi Starace</strong> (<a href="http://www.stigmamente.it/" target="_blank">Stigmamente.it</a>) assegna il Premio in <em>ex aequo</em> alle opere: “<strong>L’eredità di Marinella</strong>” di Roberto Quarta e “<strong>Come si dice?</strong>” di Cristian Benaglio.</p>
<p>“<strong>L’eredità di Marinella”</strong></p>
<p>Questa opera di genere documentaristico ha il pregio di utilizzare il mezzo cinema per raccontare la Còrea di Huntington, una malattia genetica rara, riuscendo al contempo ad esprimere la tragicità della solitudine che coinvolge le persone che ne soffrono e le loro famiglie, trasportando lo spettatore in un processo di autentica immedesimazione.</p>
<p>Un uso consapevole della macchina da presa permette di vivere profondamente le emozioni della protagonista, Marinella. Queste caratteristiche sono associate all’accuratezza dell’informazione scientifica che risulta essenziale e comprensibile al grande pubblico. Al termine della visione lo spettatore porta con se un’eredità di conoscenza e di emozioni  nuove e profonde. Auspichiamo che il premio possa favorire la diffusione di quest’accurato lavoro sensibilizzando il pubblico a questa problematica particolarmente  difficile da comprendere ed affrontare.</p>
<p>Sinossi:</p>
<p>Roberto Quarta, psicologo e filmaker intervista la signora Lina che è al centro di un dramma umano che cominciò con la suocera considerata pazza, il marito alcolizzato e violento e che termina con la figlia Marinella che all’età di 36 anni cominciò a manifestare lo stesso comportamento della nonna e del padre. La Còrea di Huntington è la risposta che la signora Lina troverà per dare senso alla sofferenza che ha attraversato la sua vita e le persone a lei più care. Anno 2008</p>
<p>“<strong>Come si dice</strong>?”</p>
<p>Si tratta di un cortometraggio che in otto minuti riesce a rendere una compiuta narrazione in modo asciutto ed essenziale, senza elementi superflui</p>
<p>E’ la storia di un incontro tra un giovane  sofferente ed un prete, che con ritmo incalzante fa emergere un disagio psichico profondo connesso ad esperienze traumatiche e ad una vulnerabilità personale.</p>
<p>Il giovane con il suo ripetitivo “Come si dice?” spinge il prete a restituirgli la parola che gli manca, assumendo una funzione maieutica. Questo permette al giovane  di raccontare la sua storia e di svelare il proprio mondo interiore, spezzando la ripetitività e aprendo la possibilità a formulare una nuova domanda “Perché?”. L’autore grazie anche alle ottime capacità degli interpreti,  riesce a mettere in scena in pochi minuti ciò che un trattato di psichiatria spiega in centinaia di pagine.</p>
<p>Lo spettatore viene messo nella condizione di sperimentare empaticamente dinamiche psichiche cui difficilmente  può avere accesso attraverso la parola senza un’efficace mediazione delle immagini.</p>
<p>Sinossi:</p>
<p>Un prete, mentre apre il bar della chiesa parrocchiale, vede un uomo che lo stava aspettando. Cristian Benaglio, giovane filmaker indipendente racconta il loro inusuale incontro e la conversazione che intrattengono. Anno 2008.</p>
<p>Considerazioni finali della Giuria:</p>
<p><em>Le opere che abbiamo visto e di cui abbiamo discusso durante la riunione di giuria sono state giudicate complessivamente valide ed interessanti, e ne sono state individuate diverse (oltre a quelle premiate) che meritano senz’altro promozione e visibilità. La sezione “La mente al cinema” è a nostro avviso di un’occasione unica in Italia per poter discutere con un pubblico ampio e non necessariamente di professionisti che lavorano sul disagio psichico, di tematiche che spesso toccano le persone da vicino ma sulle quali non sono offerti spazi di riflessione, comprensione e pensabilità. In questo modo purtroppo continuano a rafforzarsi fenomeni di intolleranza, emarginazione e stigmatizzazioni verso le persone sofferenti e i loro familiari.</em></p>
<p>*Articolo già pubblicato sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2010/01/18/%E2%80%9Cl%E2%80%99erdita-di-marinella%E2%80%9D-e-%E2%80%9Ccome-si-dice%E2%80%9D-vincitori-ex-aequo-de-la-mente-al-cinema/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a><em><br />
</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/292/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=292&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Nice Jobby, Bobby! (del potere della scala pentatonica)*</title>
		<link>http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/12/10/nice-jobby-bobby-del-potere-della-scala-pentatonica/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 13:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Bobby McFerrin]]></category>
		<category><![CDATA[Elias Canetti]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Woodstock 1969]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriella Alleruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Massa e potere]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[scala pentatonica]]></category>
		<category><![CDATA[World Science Festival 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gabriella Alleruzzo Chi non conosce Bobby McFerrin e la sua famosissima Don&#8217;t Worry, Be Happy? Eccolo qui in vesti inusuali tra i relatori di un convegno scientifico intitolato &#8220;Note e Neuroni: in cerca del coro comune&#8221; sviluppatosi nell&#8217;ambito del &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/12/10/nice-jobby-bobby-del-potere-della-scala-pentatonica/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=243&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/12/10/nice-jobby-bobby-del-potere-della-scala-pentatonica/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ne6tB2KiZuk/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p style="text-align:justify;">di Gabriella Alleruzzo</p>
<p style="text-align:justify;">Chi non conosce Bobby McFerrin e la sua famosissima Don&#8217;t Worry, Be Happy? Eccolo qui in vesti inusuali tra i relatori di un convegno scientifico intitolato &#8220;Note e Neuroni: in cerca del coro comune&#8221; sviluppatosi nell&#8217;ambito del World Science Festival 2009 svoltosi a New York City nel giugno scorso.<br />
Tra il conduttore di programmi musicali e talk show John Shaefer e gli altri esperti presenti sul palco &#8211; Jamshed Bharucha, Rettore e Vicepresidente Senior della Tuft University, Daniel Levitin, Professore di Psicologia e Neuroscienze alla McGill University e Lawrence Parsons, Professore di Neuroscienze Cognitive all&#8217;Università di Sheffield &#8211; è seduto lui, Bobby McFerrin, che a un tratto si alza e coinvolge nel canto la platea di scienziati e ricercatori guidandoli in qualità di conduttore di coro saltellante.<br />
La platea lo segue, ed è sorprendente quando Bobby McFerrin intona un controcanto sulla base musicale che la platea continua a cantare in modo incredibilmente intonato anche quando Bobby, con i saltelli, introduce nuove note.<br />
Lo scopo di questo semplice esperimento, che lascia tutti con un senso di deliziosa meraviglia, è di dimostrare che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_pentatonica" target="_blank">scala pentatonica</a> &#8211; sulla quale è stato impostato il coro improvvisato con una platea composta da comuni individui dal punto di vista musicale &#8211; è naturale e universale.</p>
<p style="text-align:justify;">La musica infatti è un linguaggio universale ma ci sono anche aspetti molto specifici di alcune culture. Nella cultura occidentale, ad esempio, molte canzoni folcloristiche sono basate sulla scala pentatonica, ma anche molti Spiritual &#8211; come ad esempio Amazing Grace -, e il tema principale del film Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo lo sono. Ci sono poche cose più umane della musica: non è difficile pensare ad un gruppo primitivo attorno al fuoco da cui la musica, ritmo e melodia, sgorghi naturalmente.<br />
Ciò che ci si chiede allora è se fra tutte le musiche del mondo vi sia una base comune.</p>
<p style="text-align:justify;">Una cosa molto interessante a questo proposito è che in un gruppo quasi tutti provano un desiderio spontaneo di partecipare a un coro, di divenire parte di qualcosa, di una comunità con qualche forma di relazione. Come afferma Elias Canetti nel suo Massa e Potere, provando ripugnanza e timore ancestrale di essere toccato da ciò che gli è estraneo, l&#8217;uomo ha creato una serie di distanze intorno a sé. &#8220;Solo nella <em>massa</em> l&#8217;uomo può essere liberato dal timore di essere toccato. E&#8217; l&#8217;unica situazione in cui tale timore si capovolge nel suo opposto.&#8221; L&#8217;essere massa dunque provoca un enorme sollievo da queste tensioni, dal carico della distanza e fa sì che tutti si sentano uguali. La musica condivisa quindi potrebbe essere uno dei modi in cui l&#8217;individuo può superare il suo senso di solitudine e l&#8217;angoscia e accedere a qualche istante di felicità.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; indubitabile che la musica faccia crescere più velocemente la coesione sociale tra sconosciuti. Un esempio impressionante si ebbe durante la tre giorni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_di_Woodstock" target="_blank">Woodstock</a> del 1969, quando almeno 500.000 persone crearono e vissero un&#8217;atmosfera di &#8220;<em>peace and love</em>&#8221; caratterizzata da collaborazione e solidarietà in una situazione molto difficoltosa a causa del clima, della scarsità di igiene e di presidi sanitari.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli altri interventi della conferenza si è discusso come questa capacità musicale sia implementata nel sistema nervoso e se vi sia una sorta di pre-configurazione mentale che la sostiene. Le neuroscienze in generale si interessano a tutti i comportamenti umani, in tutte le loro manifestazioni, e studiano come i neuroni comunicano tra loro. In questo caso specifico i neuroscienziati hanno cercato di capire &#8220;dove&#8221; sia la musica nel nostro cervello e come questo fenomeno percettivo, cognitivo ed emotivo si verifichi. La risposta è che non esiste una parte del Sistema Nervoso Centrale (SNC) specializzata per la musica, la musica coinvolge le attività del SNC &#8211; e il corpo &#8211; nel suo complesso con un funzionamento in modalità parallela suscettibile di apprendimento.<br />
Chi fosse interessato, può ascoltare l&#8217;intera conferenza (in inglese) <a href="http://www.worldsciencefestival.com/video/notes-neurons-full" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Postilla: un&#8217;amica musicista mi ha fatto notare che l&#8217;ultima nota che viene cantata non appartiene alla scala pentatonica. Non so se questo possa inficiare l&#8217;intero esperimento che, tuttavia, non è da considerare un esperimento scientifico ma una dimostrazione estemporanea, quasi anedottica, anche se Bobby McFerrin dichiara che questo accade sempre, con tutte le platee di qualunque paese del mondo.</p>
<p>* Articolo già comparso sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/243/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/243/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/243/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=243&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara (detto giapponese)*</title>
		<link>http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/11/23/chi-ascolta-dimentica-chi-vede-ricorda-chi-fa-impara-detto-giapponese/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Cass R. Sunstein]]></category>
		<category><![CDATA[Fun Theory]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriella Alleruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Nudge]]></category>
		<category><![CDATA[Richard H. Thaler]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gabriella Alleruzzo Quante volte riceviamo il consiglio di fare le scale anziché prendere l&#8217;ascensore o la scala mobile? E quante volte disattendiamo a questo consiglio? L&#8217;agenzia DDB di Stoccolma, sponsorizzata dalla Volkswagen Svezia, si è posta questa ed altre &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/11/23/chi-ascolta-dimentica-chi-vede-ricorda-chi-fa-impara-detto-giapponese/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=219&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/11/23/chi-ascolta-dimentica-chi-vede-ricorda-chi-fa-impara-detto-giapponese/"><img src="http://img.youtube.com/vi/2lXh2n0aPyw/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p style="text-align:justify;">di Gabriella Alleruzzo</p>
<p style="text-align:left;">Quante volte riceviamo il consiglio di fare le scale anziché prendere l&#8217;ascensore o la scala mobile? E quante volte disattendiamo a questo consiglio?</p>
<p style="text-align:left;">L&#8217;agenzia DDB di Stoccolma, sponsorizzata dalla Volkswagen Svezia, si è posta questa ed altre domande, partendo dal concetto che il divertimento è il modo più semplice per migliorare il comportamento delle persone e ha creato una campagna di marketing chiamata The Fun Theory. La campagna si fonda su una serie di esperimenti condotti in ambiente urbano in relazione ai quali vengono registrate le reazioni della gente.</p>
<p style="text-align:left;">Nel video che vi presentiamo, una scala della stazione della metropolitana Odenplan di Stoccolma è stata trasformata in un pianoforte gigante, ma sul <a href="http://www.thefuntheory.com/" target="_blank">sito</a> dedicato sono presenti altri due video della campagna, in uno dei quali si vede la gente in un parco raccogliere da terra l&#8217;immondizia allo scopo di sentire il suono del bottino per rifiuti &#8220;più profondo del mondo&#8221; (in realtà si tratta di un dispositivo sonoro che si attiva con un sensore ogni volta che un rifiuto viene gettato nel bottino), nell&#8217;altro si mostra come un cassonetto per la raccolta differenziata del vetro, trasformato in un gioco Arcade, possa incentivare la raccolta stessa. A sentir loro, il divertimento &#8220;funziona&#8221;. Il 66% in più di persone usa le scale, il bottino sonoro raccoglie 72 kg di spazzatura contro i 41 di un bottino normale e il gioco Arcade richiama in una sola serata un centinaio di persone.</p>
<p style="text-align:left;">Certamente funziona il taglio della compagna pubblicitaria, per cui il divertimento offerto dal video è in primo piano e lo ha reso virale &#8211; <em>Piano Stairs</em> ha ottenuto attualmente circa tre milioni di visualizzazioni su youtube -, mentre promuove contemporaneamente in maniera elusiva il logo Volkswagen (che compare semplicemente alla fine del video) associandolo positivamente all&#8217;interesse per l&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align:left;">E&#8217; un bell&#8217;esempio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_laterale" target="_blank">pensiero laterale</a> e mostra come, quanto meno a breve termine, offrendo bocconcini di meraviglia e divertimento inaspettato nelle operazioni di vita quotidiana, si possano efficacemente influenzare i comportamenti delle persone rendendo qualcosa divertente.</p>
<p style="text-align:left;">L&#8217;idea che si possano influenzare le persone a fare delle &#8220;buone scelte&#8221; per sé, per l&#8217;ambiente o per la società, tuttavia non è nuova. Gli economisti comportamentali, di cui uno dei più famosi esponenti è lo psicologo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Kahneman" target="_blank">Daniel Kahneman</a>, vincitore del Nobel per l&#8217;economia 2002,  da tempo hanno preso in considerazione il peso dell&#8217;irrazionalità nei processi decisionali umani. Il bestseller di Thaler e Sunstein, <em>Nudge</em>, è stato il vademecum di Barack Obama durante la sua campagna elettorale, e il presidente americano crede a tal punto nell&#8217;efficacia della &#8220;spintarella gentile&#8221; da aver fatto entrare Sunstein nella sua squadra alla Casa Bianca. Essi affermano che l&#8217;<em>homo economicus</em>, teorizzato dagli economisti classici, dovrebbe essere qualcuno che, quando si confronta con una decisione, pensa a tutte le opzioni disponibili e compie sempre una scelta perfetta. Però, &#8220;l&#8217;homo economicus ha la potenza della mente di Albert Einstein, il magazzino di memoria del Big Blue di IBM e l&#8217;autocontrollo del Mahatma Gandhi.&#8221; Noi, tutti gli altri, siamo semplici <em>homo sapiens</em>, e quindi andiamo aiutati nei nostri processi decisionali.</p>
<p style="text-align:left;">Uno dei primi esperimenti di Thaler fu condotto nei servizi igienici dell&#8217;aeroporto di Amsterdam. Una semplice mosca disegnata sull&#8217;orinatoio fece sì che la quantità di urina sul pavimento diminuisse dell&#8217;80%. Chi si occupa di favorire il processo decisionale verso la scelta giusta è definito un &#8220;architetto della scelta&#8221; e ha il compito di organizzare una struttura, spesso invisibile, in modo da aiutare l&#8217;homo sapiens a scegliere il meglio per sé e per la società. Questo approccio viene da loro definito &#8220;paternalismo libertario&#8221; e rappresenta una forma morbida e non intrusiva di intervento, in cui le scelte alternative non sono bloccate o negate e quindi non limita la libertà dell&#8217;individuo.</p>
<p style="text-align:left;">Certamente nasce il timore che l&#8217;arte della persuasione possa essere spinta fino a diventare un&#8217;arma insidiosa (e già ne scrisse ampiamente Robert Cialdini), tuttavia imparare a usare a fin di bene l&#8217;irrazionalità umana sembra un approccio interessante. Anche perché risolvere un problema alla base è sempre meglio che cercare di rimediarvi dopo che si è creato.</p>
<p style="text-align:left;">Tornando al concetto del divertimento e del gioco, sembra di poter dire che nella società occidentale attuale vi siano pochi spazi per queste attività e che vi sia una necessità di ristabilire l&#8217;equilibrio. Oggi il centro di gravità (cioè &#8220;il peso&#8221;) sta nel lavoro e non nel gioco o nella creatività, e spesso il lavoro richiede soltanto la partecipazione parziale dell&#8217;individuo. Il contrappeso dovrebbe comportare un coinvolgimento globale dell&#8217;individuo, e il gioco ha proprio questa caratteristica. Quindi ben vengano queste situazioni giocose in cui viene stimolato un coinvolgimento attivo e un&#8217;esperienza multisensoriale e che provocano emozioni positive.</p>
<p style="text-align:justify;">* Articolo già comparso sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2009/10/22/chi-ascolta-dimentica-chi-vede-ricorda-chi-fa-impara-articolo/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/219/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/219/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/219/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/219/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/219/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/219/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/219/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/219/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/219/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/219/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/219/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/219/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/219/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/219/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=219&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Come si racconteranno le favole ai bambini di domani. Racconto creativo di una vecchia storia.*</title>
		<link>http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/09/26/come-si-racconteranno-le-favole-ai-bambini-di-domani-racconto-creativo-di-una-vecchia-storia/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 10:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bandler e Grinder]]></category>
		<category><![CDATA[Cappuccetto Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriella Alleruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Oliver Sacks]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Raymond Queneau]]></category>
		<category><![CDATA[Tomas Nillson]]></category>

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		<description><![CDATA[Wittgenstein disse: &#8220;Se anche il leone sapesse parlare, noi non capiremmo ciò che dice&#8221;. Perché? E&#8217; semplice, perché non viviamo nello stesso &#8220;mondo&#8221;. I nostri universi percettivi, la nostra struttura cognitiva e motivazionale non sono sovrapponibili, non abbiamo terreni comuni &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/09/26/come-si-racconteranno-le-favole-ai-bambini-di-domani-racconto-creativo-di-una-vecchia-storia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=29&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/09/26/come-si-racconteranno-le-favole-ai-bambini-di-domani-racconto-creativo-di-una-vecchia-storia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/M_KrLU_dtLw/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Wittgenstein disse: &#8220;Se anche il leone sapesse parlare, noi non capiremmo ciò che dice&#8221;. Perché? E&#8217; semplice, perché non viviamo nello stesso &#8220;mondo&#8221;. I nostri universi percettivi, la nostra struttura cognitiva e motivazionale non sono sovrapponibili, non abbiamo terreni comuni su cui comprenderci linguisticamente che non siano quelli già condivisi nella comunicazione non verbale.</p>
<p>Linguaggi diversi. Eppure anche tra gli esseri umani esistono linguaggi diversi, e non mi riferisco all&#8217;esistenza di diversi idiomi. E&#8217; all&#8217;interno di uno stesso idioma che coesistono modalità comunicative molto differenti.</p>
<p>Ben lo sapeva Raymond Queneau, che nei i suoi &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esercizi_di_Stile" target="_blank">Esercizi di stile</a>&#8221; ci offrì ben novantanove variazioni stilistiche dello stesso raccontino, che di volta in volta diventa comica, epica, cronaca, lirica, ermetismo, dramma, gioco di parole.</p>
<p>E in anni più recenti Bandler e Grinder hanno studiato approfonditamente i modelli linguistici creando una nuova disciplina, la Programmazione Neuro-Linguistica (<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/glossario/#lt_pnl" target="_blank">PNL</a>). Essi hanno teorizzato che gli stimoli ricevuti dagli organi di senso vengono elaborati e organizzati in una percezione, dotata di senso, che dà una rappresentazione della realtà, e che tale rappresentazione può essere espressa mediante il linguaggio. La cosa interessante che hanno scoperto è che ciascuno di noi veicola mediante il proprio stile comunicativo la propria soggettiva mappa del mondo.</p>
<p>Da un altro punto di vista, la stessa cosa è messa in evidenza da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oliver_Sacks" target="_blank">Oliver Sacks</a> nel suo bellissimo &#8220;Un antropologo su Marte&#8221; &#8211; frase coniata da una sua paziente autistica per descrivere come si sentisse nel mondo dei &#8220;normali&#8221; &#8211; e che è divenuto il titolo di una raccolta di sette racconti, i cui protagonisti sono persone che comprendono e comunicano in modi che gli altri non sanno capire. Leoni parlanti. Abitanti solitari del loro mondo, ma talmente radicati in esso dalla malattia al punto che la &#8220;guarigione&#8221; diventa un problema anziché una soluzione.</p>
<p>E proprio la paziente autistica di Sacks, donna intelligentissima e laureata in ingegneria ma con difficoltà a comprendere le emozioni, potrebbe aver realizzato questo delizioso racconto visuale, il cui autore invece è lo svedese <a href="http://www.tomas-nilsson.se/" target="_blank">Tomas Nillson</a>. Egli ci presenta una favola familiare come Cappuccetto Rosso mediante una visione inusuale del mondo. Gli oggetti sono isolati, presentati con disegni tecnici accompagnati da didascalie esplicative, l&#8217;emozione e la morale assenti. Per inciso, la storia può essere compresa da parlanti di qualsiasi lingua.<br />
Colonna sonora dei Slagsmålsklubben.</p>
<p><em>Bandler, R., Grinder, J. La struttura della magia, Astrolabio, 1981</em></p>
<p>* Articolo già comparso sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2009/06/27/come-si-racconteranno-le-favole-ai-bambini-di-domani-racconto-creativo-di-una-vecchia-storia-2/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/29/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/29/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/29/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/29/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/29/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/29/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/29/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/29/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/29/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/29/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/29/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/29/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/29/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/29/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=29&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La “Shock Doctrine” soffre. Di nessi deboli.*</title>
		<link>http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/09/21/la-%e2%80%9cshock-doctrine%e2%80%9d-soffre-di-nessi-deboli/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 18:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dott.ssa Gabriella Alleruzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Freud]]></category>
		<category><![CDATA[identificazione con l'aggressore]]></category>
		<category><![CDATA[Milton Friedman]]></category>
		<category><![CDATA[Naomi Klein]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Shock Doctrine]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gabriella Alleruzzo Le immagini dell&#8217;11 settembre, ormai riviste centinaia di volte ma sempre scioccanti. Immagini di proteste di massa. Immagini di filmati d&#8217;epoca, relative alla psichiatria anni 40 che usava l&#8217;elettroshock, altre tratte da presunti archivi CIA degli anni &#8230; <a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/09/21/la-%e2%80%9cshock-doctrine%e2%80%9d-soffre-di-nessi-deboli/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=76&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://psicologatrieste.wordpress.com/2009/09/21/la-%e2%80%9cshock-doctrine%e2%80%9d-soffre-di-nessi-deboli/"><img src="http://img.youtube.com/vi/BI2zBYz2To8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">di Gabriella Alleruzzo</p>
<p style="text-align:justify;">Le immagini dell&#8217;11 settembre, ormai riviste centinaia di volte ma sempre scioccanti.<br />
Immagini di proteste di massa. Immagini di filmati d&#8217;epoca, relative alla psichiatria anni 40 che usava l&#8217;elettroshock, altre tratte da presunti archivi CIA degli anni 50, e da un loro manuale di interrogatorio (segreto!) che raccoglie le tecniche di shock adatte a far crollare i prigionieri. Immagini di Milton Friedman, premio Nobel per l&#8217;economia nel 1976.<br />
E ancora un montaggio serrato di immagini con rapide scritte in sovraimpressione, di molti degli eventi traumatici degli ultimi decenni, ormai divenuti icone per l&#8217;uso reiterato delle immagini da parte di media.</p>
<p style="text-align:justify;">La tesi che Naomi Klein porta avanti in questo video <img title="Continua..." src="http://psicologatrieste.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />- realizzato dal regista Alfonso Cuaròn &#8211; che traspone in immagini il contenuto del suo ultimo libro &#8220;Shock Doctrine&#8221;, è che le tecniche scioccanti, che provocano nell&#8217;individuo una &#8220;regressione della personalità&#8221;, siano strumentalmente utilizzate dai governi per indurre intere società alla sottomissione. Essi approfitterebbero dei disastri politici e naturali per introdurre leggi che favoriscono il &#8220;libero mercato&#8221; e permettono una serie di speculazioni che impoveriscono le popolazioni.<br />
In sintesi, il &#8220;libero mercato&#8221; teorizzato da Friedman nasce dagli shock. E i governi, in particolare quello americano, non esitano dal provocare simili eventi drammatici.</p>
<p style="text-align:justify;">La critica che segue non discute il libro e la tesi che propone, ma il video e le sue modalità comunicative. Si possono fare alcune osservazioni psicologiche su questo che consideriamo un &#8220;cattivo filmato&#8221;.<br />
La modalità comunicativa utilizzata si poggia su due pilastri. Da un lato si serve di filmati d&#8217;epoca, foto d&#8217;archivio, fantasiosi stralci di documenti &#8220;segreti&#8221;, e statistiche di cui non viene dichiarata la fonte, e con questo tipo di materiali &#8211; che godono di una certa attendibilità nell&#8217;immaginario collettivo -, mira a conquistare autorevolezza.<br />
Su un altro piano, grazie al montaggio convulso e alla scelta di immagini brutali mira a ottenere un forte impatto emotivo e causa nello spettatore un, seppur lieve, stato di shock.</p>
<p style="text-align:justify;">Il video quindi usa la tecnica dello shock per criticare la &#8220;shock economy&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Sembrerebbe una scelta paradossale, eppure in psicoanalisi questa inversione dei ruoli è nota. L&#8217;&#8221;identificazione con l&#8217;aggressore&#8221; è uno dei meccanismi di difesa descritti da Anna Freud: accade che chi è stato aggredito si identifichi con il suo aggressore e tenti di &#8220;impadronirsi&#8221; della sua forza imitando le sue stesse modalità di comportamento.</p>
<p style="text-align:justify;">Entrambi questi fattori concorrono a far passare il messaggio come indiscutibile. In conseguenza dell&#8217;induzione dello shock, lo spettatore diviene preda delle proprie emozioni, e trovandosi temporaneamente in preda all&#8217;ansia e quindi indebolito nelle funzioni di discernimento, è più incline ad accettare acriticamente come Verità il messaggio che viene passato come proveniente da fonti autorevoli. Per dirlo con le stesse parole del video, sotto shock &#8220;diventiamo infantili, più inclini a seguire leader che intendono proteggerci&#8221;. E il leader in questo caso è la Klein.</p>
<p style="text-align:justify;">Se lo sottoponiamo ad un&#8217;analisi critica, si può osservare tuttavia che i nessi che collegano le affermazioni sono deboli. E&#8217; vero che l&#8217;insieme degli eventi che vengono messi in relazione appartiene alla stessa area simbolica: sono tutti gravi eventi traumatici e collettivi che inducono una traumatizzazione vicaria nell&#8217;osservatore (si tratta della cosiddetta violenza assistita) e che attivano pertanto una serie di reazioni emotive simili. Ma la stessa associazione non può essere fatta su un piano di realtà: il video mescola tsunami con attentati terroristici, guerre con colpi di stato.<br />
Vi sono oggettivamente alcune correlazioni fra shock ed emanazioni di leggi e politiche economiche, ma trovare una correlazione non significa dimostrare un nesso causale. Gli eventi presentati hanno origini e cause differenti, e tra loro vi sono soltanto nessi deboli. Entrare nel merito della tesi della Klein non è negli scopi di questo articolo ed anzi, ci si augura che a fronte delle gravi ipotesi presentate, lo spettatore si chieda &#8220;ma&#8230; e se ci fosse qualcosa di vero?&#8221; e in questo modo decida di approfondire, magari leggendo il libro o informandosi.</p>
<p style="text-align:justify;">Resta da rilevare un&#8217;ultima cosa, sull&#8217;uso scorretto della psichiatria e della psicologia. La psichiatria ha un suo capitolo buio, riguardante l&#8217;elettroshock e l&#8217;uso di varie tecniche come la deprivazione sensoriale e le stress positions al servizio del potere, tuttavia questo video la presenta in modo unilaterale, come se fosse meramente uno strumento di controllo sociale al servizio di poteri palesi e occulti. Fortunatamente non è così.<br />
L&#8217;uso semplicistico della psicologia si rivela invece nella &#8220;soluzione&#8221; che viene presentata a fine video: basta sapere per non essere vittime. Come se la razionalità e la semplice conoscenza del meccanismo potessero eliminare i potenti effetti emotivi di un trauma subito. Se così fosse, la psicologia dell&#8217;emergenza non esisterebbe come disciplina.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Freud, A. (1936) L&#8217;Io e i meccanismi di difesa, Armando Editore, 1997</em></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#808080;">* Articolo pubblicato sull&#8217;<a href="http://www.osservatoriopsicologia.it/2009/06/27/la-shock-doctrine-soffre-di-nessi-deboli/" target="_blank">Osservatorio Psicologia nei Media</a></span></h5>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/psicologatrieste.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/psicologatrieste.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/psicologatrieste.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/psicologatrieste.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/psicologatrieste.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/psicologatrieste.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/psicologatrieste.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/psicologatrieste.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/psicologatrieste.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/psicologatrieste.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/psicologatrieste.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/psicologatrieste.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/psicologatrieste.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/psicologatrieste.wordpress.com/76/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=psicologatrieste.wordpress.com&amp;blog=7612549&amp;post=76&amp;subd=psicologatrieste&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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